PER TORNARE ALLA LINEA D' OMBRA

W. Turner
                                               


" Il mondo dei vivi, quale è, non è certo privo di meraviglie e misteri...che influenzano le nostre emozioni e la nostra intelligenza in modi così inspiegabili da giustificare quasi il concetto della vita come di una condizione incantata."
Così Joseph Conrad inizia a raccontare la sua avventura nel mare della vita, dove la ricerca di sé  e del significato dell'esistenza si perdono e si ritrovano nelle albe e nei tramonti infiniti .

prof.ssa Angela Panigoni



Tra le pagine del romanzo respiriamo un senso di libertà dove la nave e il mare sono uno stile di vita, diventano il motivo di vita.
"Scoprii quanto fossi marinaio, un uomo esclusivamente di navi e mare: il mare, il solo mondo che contasse  e le navi, la verifica di verilità, indole, coraggio e fedeltà - e amore"
Il protagonista al comando della sua nave ci conduce verso l'ignoto.
"Intorno alla nave era sorta l'oscurità... Neppure un suono. La mia nave avrebbe potuto essere un pianeta lanciato nel suo vertiginoso volo lungo l'orbita prefissata in uno spazio d'infinito silenzio."
Tra mare e cielo, durante la navigazione, la terra" si profilava  piatta, come se ritagliata da un foglio di carta nera, con l'aria di galleggiare sull'acqua leggera quanto un sughero."
Anche un libro può essere esperienza ed esplorazione...

Lorenzo To.

STORIA DI UN RAPPER



Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio randagio, era un artista che si faceva definire "pseudo rapper paranoico".
Nato a Roma si trasferisce a Milano dove muore all'età di 22 anni per overdose, praticamente preannunciata dal testo di una sua canzone: "Chiedo un'iniezione che mi porti all'overdose". 
Lui  era devastato nell'animo, ma prima di morire realizzò una canzone "Petrolio" che racchiude la sua vita, la sua rabbia, il suo bisogno di fare musica, il suo talento nel farla, il suo non voler cambiare, sentendo allo stesso tempo la pressione di chi" ti fa sentire un fallito".
"E cantami il tuo nuovo pezzo, mi diceva mamma, mentre singhiozzava nella stanza, mi chiedeva di portarle il testo, che non mi capiva poverina,aveva testa altrove, affitto e la benzina." Vittorio, sommerso dalle sue domande esistenziali, tra le difficoltà quotidiane, si ritrova solo.
"Io che mi detesto perché ho perso anche le tracce di me stesso".S'intuisce la devastazione scaturita da un non riconoscersi più dentro i testi delle canzoni e dal sentirsi straniero tra la gente  "qui dove è tutto un detestare ciò che l'altro fa".
"Io volerò, volerò via come un gabbiano pure se il petrolio mi pesa sul dorso smorzando la scia, io volerò via, volerò via, perché nel cielo c'è molto di più che in questa terra sbranato da gru, che in questo oceano sempre meno blu". Questo è il ritornello della canzone che sottolinea il fatto che Vittorio vuole "Volare via", come dopo purtroppo accadrà, paragonando la terra scavata da gru, ai suoi sentimenti intaccati quotidianamente da ciò che lo circonda e vede il cielo come una meta dove tutti questi problemi non appaiono. L' oceano che si inquina rappresenta l'inquinamento dei suoi sentimenti, la figura del gabbiano rallentato dal petrolio fa capire che nonostante egli abbia  dei vincoli per rimanere a terra,  la voglia di farla finita con tutti i problemi che lo affliggono è superiore a qualsiasi ragione per rimanere. "Per quanto a pezzi ( l'anima) possa amare un giorno spirerà", per quanto possano  esistere momenti di gioia nella vita, sono talmente brevi, che la voglia di spirare avrà il sopravvento.
La canzone esprime, quindi, tutte le motivazioni che hanno spinto Vittorio a quella disastrosa scelta. Nel testo si trovano due  frasi molto significative "dammi un motivo per restare, per mollare l'ancora", "dammi un motivo per regnare, mica una corona" due motivi che non arrivarono mai, causando un' altra desolazione per l'artista.
La canzone si conclude con "Nessun -non ce la farai- vale quanto un-non mollare".
Matteo Tom.

LEGGENDO ACCIAIO

Leggendo Acciaio.....


La storia si svolge a Piombino e le vicende raccontate riguardano, in particolare, due giovani ragazze Anna e Francesca.

Piombino vive nell'ombra di un'enorme acciaieria, che è  fonte di lavoro per molte persone, tra cui alcuni ragazzi, personaggi del romanzo. L'acciaieria produce molto inquinamento, il fumo nero che esce dai forni contamina ogni giorno l'aria, rendendola irrespirabile.
La fabbrica contribuisce al degrado non solo ambientale, ma anche umano, la realtà lavorativa è dura: i ritmi degli orari di lavoro logoranti,  i ragazzi bruciano la loro gioventù dentro a quella fabbrica.
Anna e Francesca vivono in questo contesto un'esistenza non semplice, in continuo contrasto con i genitori .
Insieme, però, sanno che possono combattere ogni paura, legate come sorelle hanno un sogno: andare a visitare l'isola d'Elba, luogo fantastico che si vede in lontananza, ma qualcosa muta nel corso dei giorni e le due amiche tendono ad allontanarsi.
Giunte allo sfinimento, quando tutto sembra crollare, si ritrovano e finalmente possono raggiungere quel paradiso che le aspettava a braccia aperte.


Greta B. e Andrea Fo. 2^F

Tra le righe del romanzo:               

    "  Tu sei convinto che devi avere di più, di più ogni giorno che passa. Che questa è la logica delle cose. Invece capita che hai di meno, di meno, ogni giorno che passa."

     "La realtà esige. La realtà vince comunque, qualsiasi cosa fai o pensi."


Leggendo La solitudine dei numeri primi...


Alice e Mattia..... due adolescenti con un passato doloroso, che li condanna all'emarginazione e alla solitudine.

Quando s'incontrano, quella sera alla festa di Viola, entrambi si sentono molto vicini, ma al tempo stesso distanti come i numeri primi.
Entrambi cercano di portare  luce nelle loro esistenze, dominate da situazioni sbagliate e da sensi di colpa intramontabili.
Durante tutto il racconto la vita li metterà davanti a varie opportunità e sfide, ma i ricordi ritorneranno.
Mattia nella matematica, tra i numeri, cercherà qualche forma di certezza.
Alice  esprimerà il suo disagio nell'arte della fotografia.
Entrambi anime solitarie verso i loro destini.

Matteo Re.2^F

STORIE DI GIOVANI


Crescere, attraverso la notte, 
superare la linea d'ombra ed uscire alla luce, 
per trovare la propria identità.
Nati per la seconda volta, per scelta, 
dopo il dono ricevuto, 
finalmente "essere" al mondo e non solo "venuti" al mondo.
prof.ssa Angela Panigoni


Storie di giovani in cui ritrovarsi tra le pagine di un libro.


testi:

La solitudine dei numeri primi (Paolo Giordano)


Acciaio (Silvia Avallone)


Marina Bellezza (Silvia Avallone)


La linea d'ombra (Joseph Conrad)



POESIE ISPIRATE DA "LA NOTTE"

Disegno realizzato da Michele Pol.2°F
Poesie create dagli alunni di 2^F usando versi estrapolati da poesie in cui il tema principale è "La notte"


1
Nella notte lunghe tenebre
calano sull’universo
e mentre dormi
i segreti, dentro al tuo cuore,
si rivelano alla notte stellata
e in quel momento           
la terra sembra un paese più civile.

Solo chi vive di notte
può vivere l’avventura
di una rinnovata felicità.
(To.Giulia)

2
Seduta in solitario
su di una collina,
sotto un albero,
ai piedi,  la città.

È bella, di notte, la città,
c’è pericolo, ma pure libertà.

È silenziosa, di notte, la città
e mentre tutto tace,
mi preparo alla vita.
(B.Greta)

3
Un’afflitta solitudine pervade
il mio animo
ed è quella stessa solitudine
che mi fa vagare con i miei pensieri
in cerca del senso della vita.

Oh superba notte,
tu illumini il mio cammino,
i miei sogni sono tuoi,
perché tu e solo tu
mi fai sognare.

Oh falce di luna,
tu che vivi nella notte consolami.

Io che piango di disperazione
mi attacco alla vita,
perché è l’unica cosa che mi rimane,
mi perdo in oceanici silenzi
a pensare che tutto andrà meglio un giorno,
sperando che quel giorno sia vicino.

Tremano azzurri gli astri
in lontananza,
la notte esala gli ultimi profumi
e il silenzio svanisce.

La mia vista rimane incantata
da quel bagliore del sole nascente
e un sogno felice si riaffaccia…
.. che il giorno passi in fretta
e che venga di nuovo la notte
con la sua pace.
(Vin. Christian)

4
C’è chi fugge questo reo tempo,
tentando di rimanere attaccato alla vita,
mentre il popolo dei vivi s’addorme
e una falce di luna calante
raccoglie messi nei sogni.

C’è chi cerca l’assoluzione
in un pianto di stelle,
tutt’intorno oceanici silenzi
e nella buia angoscia…
Il nulla eterno.
(Pol.Michele)

5
Cerco solo la notte,
perché amo la sua ora silente,
quando alte le stelle brillano di misteri.

Mi piace sentire la notte immensa.

Nell’oblio dei miei sogni
Sono apparse farfalle crepuscolari e fiori notturni.

Notti lucenti di sogni felici,
che sembrano stelle in corsa …
verso l’ignoto futuro. 
(Laz.Riccardo)

6
Superba è la notte,
par d’oro,
quando svaniscono gli ultimi timori.

Sono apparse le farfalle crepuscolari
Sui fiori notturni.

La notte pare un sogno felice,
immerso in oceanici silenzi
tra pigolii di stelle.

Nell’attesa di un’alba nuova,
sulla città dormiente.
(Re.Matteo)

7
Nella notte più remota
mi appare una visione incantata
dopo il suono dell’ultima nota.

Mentre tutta la città dorme,
sono rapito dall’eco delle tue parole
riflesse nei miei sogni.

Tra oceanici silenzi,
penso a te
e questo poema ti scrivo.

La notte sperde le lontananze
e nelle segrete vie del mio cuore
tu resterai sempre.
(Sa. Giovanni)

8
Cara Notte,
vagar mi fai coi miei pensieri,

in oceanici silenzi,
tra azzurri astri in lontananza.

Tu custode dei miei sogni…
a te, ancora una volta, mi arrendo
alle tue dorate illusioni.
(Ca. Marco)

9
Alte e lontane le stelle
serbano oscuri misteri,
al popolo dei dormienti,
Immerso nelle ombre della notte.
(A.Melodie)

10
Amo le notti lucenti,
tra oceanici silenzi
i miei pensieri vagano nel buio.

Inquiete ombre calano sulle anime
che non hanno ancora trovato
un luogo da abitare.

E, mentre la città si addormenta,
la mia anima libera
si getta all’avventura.
(Gn.Manuel)

11
Nelle notti stellate
amo stare distesa
sotto la volta celeste

e perdermi
nello scintillamento astrale
tra fiori notturni
e farfalle crepuscolari,
nell’oblio di antichi profumi.

Abito sola la paura
di questo infinito silenzio,
attaccata alla vita
come non mai.
(Rav.Arianna)

12
In segreto, di notte,
tornano i sogni
tra le stelle solitarie,

e si esala non so che felicità nuova.

E mi dicono dormi,
mi cantano dormi,
sussurrano…
dormi e preparati alla vita.
(Fo.Andrea)

13
Notte stellata, silenziosa, superba,
con te sogno il mio futuro.

Che ne sarà di me?

Mille pensieri si accumulano
nella mia testa.

Vorrei che nessun pericolo
incombesse su di me.

Trovo conforto nel buio
della notte,
girovagando nella città
che dorme.
(Maz. Stefano)

14
Abitare la notte
Smarrirsi nei suoi oceanici silenzi,
tra sogni incantati.
Nel buio pensieri solitari
bisbigliano freddi presagi
di cieli senza stelle,

fluttuanti visioni,
in una nebbia
che tutto confonde.
(Leo.Simone)

15
Nella notte stellata
prendono vita i miei sogni
leggeri come farfalle crepuscolari
nell’ora silente.

Mentre il popolo dei vivi
s’addormenta,
pochi vegliano
liberi verso l’avventura.
(Tom. Matteo)

16
Il cielo è pieno di stelle,
luminosi fiori notturni sfavillano.

Solo, sotto il concavo cielo,
abito i miei sogni…

Desideri inespressi,
nell’ora silente della notte.
(Sta.Matteo)

17
Ed io solo e pensoso rimango lì,
disteso sotto le stelle

a vagare tra spazi siderali

attratto dagli incanti lunari

errare, tra le stelle, in una stella.
(Ve. Roberto)

18
Disteso sotto il cielo stellato,
tremano azzurri gli astri
in lontananza.

Pensi a me, lo so,
la distanza è solo un numero,
chiudendo gli occhi,
il profumo dei fiori notturni
mi pervade,
si fa assordante il pigolio di stelle,
pensi a me, lo so,
in queste notti lucenti.
(Pri.Viola)

19
La notte mi fa pensare a te,
amo l’ora silente della notte,

tra i miei sogni ci sei tu
che tieni le segrete vie del mio cuore.

Cerco disperatamente la notte,
ma insieme a te.
(Di B. Cristina)

FRAMMENTI



“La cosa più superba è la notte/
quando cadono gli ultimi spaventi/
e l’anima si getta all’avventura”.
(Superba è la notte - Alda Merini)

“La notte è stellata/
tremano azzurri gli astri in lontananza/.
Sentire la notte immensa/
la stessa notte che sbianca gli stessi alberi”.
(Posso scrivere i versi più tristi stanotte – Pablo Neruda)

“Tenebre lunghe all’universo/
secrete vie del mio cor/
vagar mi fai co’ miei pensier/
nulla eterno/
fugge questo tempo”.
(Alla sera – Ugo Foscolo)

“Fiori notturni/
sono apparse le farfalle crepuscolari/
pigolio di stelle/
la notte esala (non so che felicità nuova)”.
(Il gelsomino notturno – Giovanni Pascoli)

“Un’intera nottata/
bocca volta plenilunio/
attaccato alla vita”
(Veglia – Giuseppe Ungaretti)

“Nella notte abito solo/
vela timida nella tenebra”.
(Perch’io – Giorgio Caproni)

“La notte sperde le lontananze/
oceanici silenzi/
cerco solo la notte/
la notte mi par d’oro”.
(O notte – Giuseppe Ungaretti)

“È bella di notte la città/
c’è pericolo ma pure libertà/
tra quelli che campano di notte/
lo scuro della notte dà l’assoluzione/
Nessuno chiede conto di notte/
la notte nella città/
di notte la città è un paese civile”.
(Il giorno prima della felicità – Erri De Luca)

“Amo l’ora silente della notte/
un sogno felice/
vista incantata/
afflitta solitudine”.
(Notte – Anne Bronte)

“In segreto, di notte/
prescelto fra tutte le stelle/
notti lucenti/
i miei sogni”.
(Else Lasker Schuler - In segreto, di notte)

“Pianto di stelle/
concavo cielo sfavilla/
la notte è silenziosa/
alte stelle serbano i misteri/
notte sogno stelle in corsa”.
(X agosto – Giovanni Pascoli)

“Falce di luna messe di sogni/
il popol dei vivi s’addorme”.
(O falce di luna calante – Gabriele D’Annunzio)

“La notte ti somiglia/
la notte remota/
le stelle stanche”.
(Anche la notte ti somiglia – Cesare Pavese)

“Don Don/
E mi dicono dormi/
mi cantano dormi/
sussurrano dormi”
(La mia sera – Giovanni Pascoli)

INTRODUZIONE

Illustrazione di Lara Tassini "La notte"


Nella notte prendono forma le nostre più strane fantasie,
scorrono immagini confuse,
riappaiono fantasmi del passato
e visioni profetiche del futuro.

Perduti nei nostri sogni viviamo emozioni uniche,
di cui spesso non abbiamo memoria, all'apparire del giorno.
Dal fascino della notte è nata questa avventura,
tra frammenti di versi di grandi poeti,
che ci hanno ispirato a tal punto da crearne altri,
per riscaldare la notte con le nostre parole.

prof.ssa Angela Panigoni

Una cosa sola

                                              Dipinto di Lara Tassini  Una volta eravamo soltanto due corpi vuoti che viaggiavano senza meta...